England.
Stampa
Società e cultura
T. Phillibrown
sec. XVIII
Incisione a bulino
Misure della stampa: 223×303 mm.
In una via della città si svolgono diverse sequenze: degli uomini gozzovigliando, mentre dipingono sul muro di una casa la caricatura del re. In basso un uomo sta suonando il flauto appoggiato ad un tamburo. Sulla destra dei soldati assistono alla scena. Il foglio è bordato in oro.
Testo: “Engraved by T. Phillibrown from the Original by W.m Hogarth.” Hogarth (1697 – 1764) nasce a Londra, città dalle mille sfacettature, roccaforte del dissenso religioso e grande centro commerciale, il palcoscenico privilegiato dove l’esistenza umana, che Hogarth mise in scena, si consumava tra eccesso e degrado.
La produzione calcografica di Hogarth fu ingente: 256 incisioni autografe, 38 incise da artisti inglesi o francesi, 38 attribuite.
Accanto alle incisioni, realizzò una serie di quadri, la maggior parte riferibili ai cicli di “morale moderna” incisi sulle lastre: Hogarth concepiva la pittura come una fase preparatoria all’incisione; la stampa, infatti, era il mezzo più idoneo per una diffusione capillare dei suoi commenti di ordine sociale, politico, artistico e morale.
Nel ‘700 le stampe satiriche di temi d’attualità avevano un’importanza e diffusione paragonabile a quello delle caricature pubblicate sui quotidiani d’oggi, l’originalità di Hogarth fu nell’estendere la satira a tutte le classi sociali, prima, rivolta solo a quelle più umili.
William Hogarth fu uno degli artisti inglesi più importanti della sua epoca, conosciuto ed apprezzato sia sul territorio inglese che Oltre Manica (Francia, Germania, Italia). Il suo trattato “L’analisi della bellezza” fu tradotto
in Italia nel 1764 e venne citato da diversi letterati illuministi, uno su tutti, Cesare Beccaria. Anni dopo Giuseppe Garibaldi lo definì “il pittore del popolo”.
L’opera di Hogarth riveste una sorprendente attualità e analogia con la nostra epoca: nelle sue incisioni è facile scorgere temi, pensieri, considerazioni che sentiamo familiari, nonostante certe sfumature appartengano alla sua realtà.
Le stampe di proprietà della Collezione sono una quarantina e incise da diversi artisti ottocenteschi.
Buono
Ome (Bs), Archivio Pietro Malossi, presso la Biblioteca comunale