D.s.0085 | La cella del Beato Angelico
108
wp-singular,portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-108,wp-theme-bridge,bridge-core-2.6.6,,qode-title-hidden,qode_grid_1200,qode-theme-ver-25.1,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.8.0,vc_responsive

D.s.0085

La cella del Beato Angelico

OGGETTO

Disegni

SOGGETTO

Sacro

AUTORE

Francesco Filippini

CRONOLOGIA

1880

MATERIA E TECNICA

Bozzetto realizzato a carboncino su carta bianca.

MISURE

124X205mm

DESCRIZIONE BREVE

Beato Angelico è raffigurato all’interno di una stanza buia (la sua cella?) nel mentre sta dipingendo una tela, in ginocchio. L’autore del cartonato è il pittore bresciano Francesco Filippini.

NOTIZIE STORICHE-CRITICHE

Il bozzetto è il cartonato preparatorio del dipinto ad olio conservato presso i Musei Civici d’Arte e Storia di Brescia di Brescia (inv. 876).
L’opera fu presentata da Francesco Filippini, per il concorso del premio biennale del Legato Brozzoni del 1880 e gli valse la vittoria.
La scena ritrae il pittore Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro, detto il Beato Angelico o Fra’ Angelico all’interno di una stanza in penombra mentre sta dipingendo. Il frate è in ginocchio davanti alla tela.
Già nel bozzetto si nota quella cifra stilistica propria del Filippini del trattare gli ambienti interni come paesaggi, creando ampie zone di penombra dove viene messo in risalto solo il soggetto colpito dalla luce che in questo caso proviene dalla finestra sposta sulla sinistra.
È presente la firma del pittore (F. Filippini) e sul verso un’scrizione: “Esperim’ estemporaneo conseguito a Ott.e 1880. F.Filippini”. Pietro Malossi / Brescia / Da Giacomelli”.
Il foglio faceva parte, con molta probabilità, del materiale didattico della Scuola Civica del Disegno “Moretto”, andato disperso nella seconda metà del Novecento in occasione di un trasferimento di sede.
Francesco Filippini (18 settembre 1853 – 6 marzo 1895) è stato un pittore italiano, la cui opera rientra nella stagione del tardo impressionismo italiano.
Filippini si formò nell’ambiente artistico bresciano, presso la Scuola di Pittura e d’Arti e Mestieri, annessa alla Pinacoteca Tosio Martinengo. A Milano si avvicinò al movimento artistico della Scapigliatura e successivamente frequentò i maestri del divisionismo lombardo tra cui Giovanni Segantini.
Note: Alcune informazioni sono tratte da: Betteni Oscar, Elena di Raddo (Relatore) Disegni della Collezione Pietro Malossi di Brescia (Achille Glisenti, Antonio Tagliaferri, Faustino Joli, Francesco Filippini, Luigi Basiletti, Luigi Lombardi), Tesi di laurea, Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Lettere e Filosofia – Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, Anno accademico 2012-2013.

STATO DI CONSERVAZIONE

Buono

BIBLIOGRAFIA

COLLOCAZIONE

Ome (Bs), Archivio Pietro Malossi, presso la Biblioteca comunale

OGGETTI CORRELATI

Please wait while you are redirected...or Click Here if you do not want to wait.
Category
Disegno, Opere e oggetti d'arte