CLXXXVI, 22
Stampe e incisioni
Architettura
In Venezia nel Negotio Remondini
sec. XVIII
Incisione a bulino.
Misure della stampa: 429×291 mm; impronta: 350×209 mm
E’ rappresentato il basamento di una colonna corinzia con una sezione della stessa; in alto, a sinistra, la parte superiore della colonna. Quotatura in moduli. A sinistra la proiezione del basamento. Testo. La stampa presenta una propria numerazione: XXIIII C.7.. Il foglio fa parte di un libro rilegato.
La stampa è tratta da “LI CINQVE ORDINI DI ARCHITETTVRA ET AGIVNTADE LOPERE DEL ECC.MO M. GIACOMO BAROCIO DA VIGNOLA” edito in Venezia presso la stamperia Remondini e appartiene ad un’edizione settecentesca dell’opera dell’architetto Giacomo Barozzi, detto il Vignola (1 ottobre 1507 – 7 luglio 1573). La stampa reca scritto: “Se il piedestallo di quest’ordine Corintio foße la terza parte della colonna sarebbe moduli sei et duoi terzi, ma si puo comportare di moduli sette per più sueltezza, conforme molto, et conueniente a simil ordine, et anco perche il netto del piedestallo seza la cimasa et baßamento riesca di duoi quadri, come si puo uedere per li suoi nimeri il resto cioè la base et la cimasa, et il baßamento per essere notato minutamente; et anco la imposta dell’arco, non accade altre scritture.”
La Regola delli cinque ordini d’architettura è un trattato sull’architettura classica di Giacomo Barozzi pubblicato nel 1562 e che ebbe larghissima diffusione in tutta l’Europa fino all’Ottocento (si stima che alla fine del XX secolo erano state pubblicate più di 250 edizioni e tradotto in olandese, inglese, francese, tedesco, russo e spagnolo). Fino e per tutto l’Ottocento ha rappresentato una delle principali basi teoriche nei corsi di architettura presso le università europee e americane.
Il Vignola, attraverso il trattato, introduce il lettore alla “materia architettonica” affrontando ed esaminando i cinque ordini architettonici (toscano, dorico, ionico, corinzio e composito) e i relativi elementi che costituiscono l’architettura classica.
Caratterizzato dalla chiarezza espositiva, il trattato propone la razionalizzazione del linguaggio architettonico attraverso la definizione di una regola proporzionale definitiva desunta da un lavoro di sintesi fatto su tutto il corpus degli studi teorici a partire dal ‘400 e la conoscenza accumulata sui monumenti antichi. Tale lavoro richiese una vera e propria correzione sia della teoria vitruviana che delle soluzioni adottate nei monumenti antichi ancora osservabili.
Giacomo Barozzi detto il Vignola fu un architetto rinascimentale italiano, fu assistente di Michelangelo durante i lavori presso la Basilica di San Pietro e uno degli architetti di Palazzo Farnese e della Chiesa del Gesù.
Buono
Ome (Bs), Archivio Pietro Malossi, presso la Biblioteca comunale
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