CLXXXVI, 24
Stampe e incisioni
Architettura
In Venezia nel Negotio Remondini
sec. XVIII
Incisione a bulino.
Misure della stampa: 429×293 mm; impronta: 352×205 mm
E’ rappresentata la parte superiore di un ordine corinzio, fregio, cornice e architrave; a destra parte di decorazione e proiezione laterale. Quotatura in moduli. Testo. La stampa presenta una propria numerazione: XXVI D.1.. Filigrana: lettera “R”. Il foglio fa parte di un libro rilegato.
La stampa è tratta da “LI CINQVE ORDINI DI ARCHITETTVRA ET AGIVNTADE LOPERE DEL ECC.MO M. GIACOMO BAROCIO DA VIGNOLA” edito in Venezia presso la stamperia Remondini e appartiene ad un’edizione settecentesca dell’opera dell’architetto Giacomo Barozzi, detto il Vignola (1 ottobre 1507 – 7 luglio 1573). La stampa reca scritto: “Questa cornice Corintia è cauata da diuersi luoghi di Roma principalmente dalla rotonda, et dalle tre colonne che sono nel foro Romano, et raffrontati li suoi principali membri ui ho posta la sua regola, non mi scostando punto dalle antiche, et redottola in tal proportione che uenghi un modiglione al mezzo della colonne, et che sieno li suoi uuouoli, denticoli, archetti, et fusaroli indritti l’uno all’altro con diligente ordine, come si può uedere. A cognitione delle sue misure supliscono i numeri fatti per mduli, et parti di moduli, partito il modulo in parti 18. come è detto inanzi.”
La Regola delli cinque ordini d’architettura è un trattato sull’architettura classica di Giacomo Barozzi pubblicato nel 1562 e che ebbe larghissima diffusione in tutta l’Europa fino all’Ottocento (si stima che alla fine del XX secolo erano state pubblicate più di 250 edizioni e tradotto in olandese, inglese, francese, tedesco, russo e spagnolo). Fino e per tutto l’Ottocento ha rappresentato una delle principali basi teoriche nei corsi di architettura presso le università europee e americane.
Il Vignola, attraverso il trattato, introduce il lettore alla “materia architettonica” affrontando ed esaminando i cinque ordini architettonici (toscano, dorico, ionico, corinzio e composito) e i relativi elementi che costituiscono l’architettura classica.
Caratterizzato dalla chiarezza espositiva, il trattato propone la razionalizzazione del linguaggio architettonico attraverso la definizione di una regola proporzionale definitiva desunta da un lavoro di sintesi fatto su tutto il corpus degli studi teorici a partire dal ‘400 e la conoscenza accumulata sui monumenti antichi. Tale lavoro richiese una vera e propria correzione sia della teoria vitruviana che delle soluzioni adottate nei monumenti antichi ancora osservabili.
Giacomo Barozzi detto il Vignola fu un architetto rinascimentale italiano, fu assistente di Michelangelo durante i lavori presso la Basilica di San Pietro e uno degli architetti di Palazzo Farnese e della Chiesa del Gesù.
Buono
Ome (Bs), Archivio Pietro Malossi, presso la Biblioteca comunale
CCLXXXVI,1, CCLXXXVI,2, CCLXXXVI,3, CCLXXXVI,4, CCLXXXVI,5, CCLXXXVI,6, CCLXXXVI,7, CCLXXXVI,8, CCLXXXVI,9, CCLXXXVI,10, CCLXXXVI,11, CCLXXXVI,12, CCLXXXVI,13, CCLXXXVI,14, CCLXXXVI,15, CCLXXXVI,16, CCLXXXVI,17, CCLXXXVI,18, CCLXXXVI,19, CCLXXXVI,20, CCLXXXVI,21, CCLXXXVI,22, CCLXXXVI,23, CCLXXXVI,25, CCLXXXVI,26, CCLXXXVI,27, CCLXXXVI,28, CCLXXXVI,29, CCLXXXVI,30, CCLXXXVI,31, CCLXXXVI,32, CCLXXXVI,33, CCLXXXVI,34, CCLXXXVI,35, CCLXXXVI,36, CCLXXXVI,37, CCLXXXVI,38, CCLXXXVI,39, CCLXXXVI,40, CCLXXXVI,41, CCLXXXVI,42