D.s.0062 | Lo studio dello scultore Calegari
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D.s.0062

Lo studio dello scultore Calegari

OGGETTO

Disegni

SOGGETTO

Essere umano e uomo in generale

AUTORE

Antonio Tagliaferri

CRONOLOGIA

sec. XIX seconda metà.

MATERIA E TECNICA

Bozzetto realizzato a matita nera ed acquarello su carta bianca.

MISURE

270X198mm

DESCRIZIONE BREVE

Raffigurazione dello studio dello scultore lombardo Antonio Calegari eseguito dall’architetto e scultore bresciano Antonio Tagliaferri.

NOTIZIE STORICHE-CRITICHE

L’opera raffigura lo studio dello scultore lombardo Antonio Calegari (2 ottobre 1699 – 15 luglio 1777). L’artista è rappresentato al centro della composizione: è in piedi, a figura intera, di 3 / 4 quarti e poggia il gomito su un piedistallo che sostiene una scultura. Accanto a lui, siede su una cassapanca un uomo, presumibilmente un committente ed è accompagnato da un cagnolino. Fra le opere plastiche, alcune di fantasia, si scorge il modello della fontana progettata per piazza Duomo (Piazza Paolo VI a Brescia). Antonio Calegari può essere annoverato come il più grande scultore lombardo del Settecento e uno dei più talentuosi in Italia. Era figlio d’arte, infatti i Calegari furono una dinastia di scultori nella Brescia Barocca; attivi a Brescia e Bergamo, a Cremona, nell’Alto Mantovano, in Trentino, a Verona e a Vicenza. Il bozzetto a tecnica mista (matita nera ed acquarello su carta bianca), fu realizzato da Antonio Tagliaferri (9 febbraio 1835 – 20 maggio 1909) probabilmente nella seconda metà dell’Ottocento. Sono presenti delle note a matita: sul fronte, lato sinistro: “STUDIO SCULTORE CALLEGARI. ACQUARELLO DI ANTONIO TAGLIAFERRI”, mentre sul verso: “Pietro Malossi” ed un adesivo con la scritta “Lo studio dello scultore Callegari – Acquarello di Antonio Tagliaferri”. Esiste una riproduzione ad acquarello su carta beige dello stesso soggetto, rinvenuta in una collezione privata bresciana, che riporta in basso a sinistra la scritta “Tagliaferri Ant°. all’amico Carlo Manziana”. Antonio Tagliaferri fu un importante architetto e pittore bresciano. A Milano frequentò Camillo Boito, Luca Beltrami, Luigi Bisi e fu vicino al movimento della Scapigliatura. Parallela all’attività di architetto vi fu, durante tutta la sua carriera, quella di pittore, prediligendo soprattutto la tecnica dell’acquerello. Stringe amicizia e rapporti di collaborazione con vari scultori come Domenico Ghidoni, e pittori come Cesare Bertolotti, Modesto Faustini e Manziana. A Brescia ha realizzato diversi interventi e progetti
Note: Alcune informazioni sono tratte da: Betteni Oscar, Elena di Raddo (Relatore) Disegni della Collezione Pietro Malossi di Brescia (Achille Glisenti, Antonio Tagliaferri, Faustino Joli, Francesco Filippini, Luigi Basiletti, Luigi Lombardi), Tesi di laurea, Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Lettere e Filosofia – Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali, Anno accademico 2012-2013.

STATO DI CONSERVAZIONE

Buono

BIBLIOGRAFIA

COLLOCAZIONE

Ome (Bs), Archivio Pietro Malossi, presso la Biblioteca comunale.

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Category
Disegno, Opere e oggetti d'arte