CLXXXVI, 01
Stampe e incisioni
Architettura
In Venezia nel Negotio Remondini
sec. XVIII
Incisione a bulino.
Misure della stampa: 429x291mm; impronta: 347×205 mm.
Frontespizio di una raccolta di 42 stampe tratte da “LI CINQVE ORDINI DI ARCHITETTVRA ET AGIVNTADE LOPERE DEL ECC.MO M. GIACOMO BAROCIO DA VIGNOLA” edito in Venezia presso la stamperia Remondini. L’autore è raffigurato a 3/4 mezzo busto, al centro di un’edicola mentre traccia un segno con il compasso. L’architettura entro cui si inserisce la figura, è costituita da due colonne corinzie poggianti su alti basamenti che reggono un frontone sulla cui sommità si trovano due angoletti che sorreggono una ghirlanda di frutti. In basso testo. La stampa fa parte di un libro rilegato.
La stampa è il frontespizio di un’edizione settecentesca dell’opera dell’architetto Giacomo Barozzi, detto il Vignola (1 ottobre 1507 – 7 luglio 1573). La stampa reca un testo: “1259 / CON UN RAGIONAMENTO ALLI / architeti, / DI M. OTTAVIANO RIDOLFI, / Intorno alla perfetione di tutti gli cinque / ordeni di detta ARCHITETVRA / Con la noua agiunta di Michiel Angielo / BonaRotta Fiorentino”. La Regola delli cinque ordini d’architettura è un trattato sull’architettura classica di Giacomo Barozzi pubblicato nel 1562 e che ebbe larghissima diffusione in tutta l’Europa fino all’Ottocento (si stima che alla fine del XX secolo erano state pubblicate più di 250 edizioni e tradotto in olandese, inglese, francese, tedesco, russo e spagnolo). Fino e per tutto l’Ottocento ha rappresentato una delle principali basi teoriche nei corsi di architettura presso le università europee e americane. Il Vignola, attraverso il trattato, introduce il lettore alla “materia architettonica” affrontando ed esaminando i cinque ordini architettonici (toscano, dorico, ionico, corinzio e composito) e i relativi elementi che costituiscono l’architettura classica. Caratterizzato dalla chiarezza espositiva, il trattato propone la razionalizzazione del linguaggio architettonico attraverso la definizione di una regola proporzionale definitiva desunta da un lavoro di sintesi fatto su tutto il corpus degli studi teorici a partire dal ‘400 e la conoscenza accumulata sui monumenti antichi. Tale lavoro richiese una vera e propria correzione sia della teoria vitruviana che delle soluzioni adottate nei monumenti antichi ancora osservabili. Giacomo Barozzi detto il Vignola fu un architetto rinascimentale italiano, fu assistente di Michelangelo durante i lavori presso la Basilica di San Pietro e uno degli architetti di Palazzo Farnese e della Chiesa del Gesù.
Buono
Ome (Bs), Archivio Pietro Malossi, presso la Biblioteca comunale
CCLXXXVI,2, CCLXXXVI,3, CCLXXXVI,4, CCLXXXVI,5, CCLXXXVI,6, CCLXXXVI,7, CCLXXXVI,8, CCLXXXVI,9, CCLXXXVI,10, CCLXXXVI,11, CCLXXXVI,12, CCLXXXVI,13, CCLXXXVI,14, CCLXXXVI,15, CCLXXXVI,16, CCLXXXVI,17, CCLXXXVI,18, CCLXXXVI,19, CCLXXXVI,20, CCLXXXVI,21, CCLXXXVI,22, CCLXXXVI,23, CCLXXXVI,24, CCLXXXVI,25, CCLXXXVI,26, CCLXXXVI,27, CCLXXXVI,28, CCLXXXVI,29, CCLXXXVI,30, CCLXXXVI,31, CCLXXXVI,32, CCLXXXVI,33, CCLXXXVI,34, CCLXXXVI,35, CCLXXXVI,36, CCLXXXVI,37, CCLXXXVI,38, CCLXXXVI,39, CCLXXXVI,40, CCLXXXVI,41, CCLXXXVI,42